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Dati Storici: Sembra che la Rotta sia sorta nel quindicesimo secolo, in seguito al trasferimento di alcuni abitanti di Montecastello nelle vicinanze del fiume Arno per dedicarsi alla lavorazione di canestri e della terra. Sorsero le prime fabbriche di mattoni e nel sedicesimo secolo le piccole fornaci erano una quindicina. Molti abitanti erano anche barcaioli. Nel 1667 fu chiesta al Vescovo di San Miniato l’autorizzazione per costruire in questo villaggio, di circa 200 abitanti, una cappella, dedicata a San Giuseppe, in cui far celebrare la S. Messa domenicale a beneficio di quelle persone che vi abitavano e che non potevano recarsi a Montecastello. Non ci sono notizie certe relative alla costruzione di questa cappella. Da documenti dell’epoca si è rilevato invece che, nel 1721, il Vescovo di San Miniato Andrea Cattani si recò in visita pastorale in questo villaggio in un oratorio dedicato a S. Matteo, dove un sacerdote da Montecastello si recava a celebrare periodicamente la S. Messa. La Chiesa Parrocchiale attuale dedicata a San Matteo, fu costruita nel 1784 con l’approvazione e il contributo del Granduca Pietro Leopoldo e La Rotta divenne Parrocchia per nomina del Vescovo Brunone Fazzi il 21 marzo 1789. La Chiesa era costituita soltanto dalla attuale navata di sinistra e aveva un piccolo campanile sul tetto. Il primo Parroco fu il Sac. Don Luigi Montanelli. Nel 1850 fu costruita la Cappella Capecchi al Botteghino, in mattoni rossi delle fornaci paesane. Nel 1851 fu costruita la ferrovia Pisa-Firenze e la Stazione di La Rotta. Nel 1870 la Chiesa Parrocchiale fu ampliata e assunse la configurazione attuale a Croce e fu costruito un grande campanile, sulla destra della Chiesa, davanti alla Canonica. Esso fu inaugurato da Mons. Annibale Barabesi (il diciassettesimo Vescovo della Diocesi di San Miniato) ; il Parroco di La Rotta era Don Emilio Novelli. Il campanile fu distrutto durante la seconda guerra mondiale, insieme a una gran parte della Chiesa stessa. Il Crocifisso miracoloso del sedicesimo secolo fu donato alla Parrocchia dalla Marchesa Maria Vettori. Nel 1873 fu costruita la Scuola e davanti ad essa sorse la Piazza Garibaldi. Prima di essa l’istruzione veniva fatta nelle case private di coloro che potevano permettersi un maestro per i loro figli. Nel 1883 era sorto il Convento delle Suore del Divino Amore, unito alla navata sinistra originaria della Chiesa. Durante la seconda Guerra Mondiale, il Vescovo della Diocesi era Mons. Ugo Giubbi, mentre a La Rotta era Parroco Don Livio Bernardini, al quale succedette Don Renzo Testi e, dal 1953, Don Ezzelino Arzilli. Nel 1947 fu nominato Vescovo della Diocesi Mons. Felice Beccaro, ed è il Vescovo che certamente i paesani (almeno quelli non più giovani) ricordano di più, perché fu durante il periodo del suo Episcopato (1947 - 1969) che la Parrocchia e la nostra Chiesa videro la ricostruzione dalla guerra (1961), mentre le campane erano state issate su strutture provvisorie in travi di legno ad altezza d’uomo davanti la canonica. Mons. Beccaro benedì a La Rotta il nuovo Fonte Battesimale nel 1954 e la Sala Parrocchiale nel 1956. Soltanto nel 1966 si iniziò la costruzione dell’attuale campanile sulla sinistra della Chiesa, che fu terminato entro lo stesso anno, a tempo di record e con alcuni mesi di anticipo rispetto alle previsioni. Esso fu inaugurato il 18 dicembre 1966. |
Parrocchia di San Matteo Apostolo ed Evangelista 21 Settembre
I° secolo dopo Cristo Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo riporta le parole Gesù:"Quando tu dai elemosina, non deve sapere la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina rimanga nel segreto... ". Dopo la Pentecoste egli scrisse il suo vangelo, rivolto agli Ebrei, per supplire, come dice Eusebio, alla sua assenza quando si recò presso altre genti. Il suo vangelo vuole prima di tutto dimostrare che Gesù è il Messia che realizza le promesse dell' Antico Testamento, ed è caratterizzato da cinque importanti discorsi di Gesù sul regno di Dio. Probabilmente la sua morte fu naturale, anche se fonti poco attendibili lo vogliono martire di Etiopia. Patronato: Banchieri, Contabili, Tasse Etimologia: Matteo = uomo di Dio, dall'ebraico Emblema: Angelo, Spada, Portamonete, Libro dei conti Martirologio Romano: Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, detto Levi, chiamato da Gesù a seguirlo, lasciò l’ufficio di pubblicano o esattore delle imposte e, eletto tra gli Apostoli, scrisse un Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa dell’Antico Testamento.
Non si
capisce subito il disprezzo per i pubblicani, ai tempi di Gesù, nella sua terra:
erano esattori di tasse, e non si detesta qualcuno soltanto perché lavora
all’Intendenza di finanza. Ma gli ebrei, all’epoca, non pagavano le tasse a un
loro Stato sovrano e libero, bensì agli occupanti Romani; devono finanziare chi
li opprime. E guardano all’esattore come a un detestabile collaborazionista. |
