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VISITA PASTORALE A LA ROTTA IL 01/06/2008 Eccellenza Reverendissima, E’ con grande gioia che, personalmente e a nome di tutta la Comunità di La Rotta, La accogliamo nella nostra Parrocchia. Già altre volte Lei è venuto fra noi ad amministrare il Sacramento della Cresima ai nostri ragazzi; oggi Lei viene per la prima volta in Visita Pastorale come Buon Pastore ad ascoltare le nostre gioie e i nostri problemi e a guidare il cammino di questo piccolo gregge. Oggi la liturgia ci parla della "Casa costruita sulla roccia". Gesù ci dice che "cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde perché era fondata sulla roccia" (Mt 7, 25). La nostra Parrocchia però sembra spesso una casa in balìa di venti contrari, che ne mettono a dura prova la stabilità e riempiono il cuore del Parroco di timore e di angoscia, come se le sue fondamenta fossero posate sulla sabbia. Nella nostra Comunità il numero degli abitanti va sempre diminuendo, perché i giovani se ne vanno e La Rotta sta diventando un paese di anziani, molti dei quali soli o infermi. Da molti anni arrivano sempre più numerosi extra-comunitari, di altre civiltà e religioni, con i quali è molto difficile dialogare, perché poco si integrano con la vita del paese e, meno ancora, con la nostra Comunità cristiana. Molti famiglie si disgregano perché costruite frettolosamente sulla sabbia, senza una certa maturità e una profonda convinzione cristiana a cementare queste unioni; e sempre meno famiglie si formano, perché oggi i giovani preferiscono convivere che affidarsi al Sacramento del Matrimonio. Poi c’è il pericolo sempre presente della dipendenza e dell’alcolismo, e non solo per i giovani, i quali non trovano certezze e si abbandonano alle illusioni, alla schiavitù. La nostra Chiesa e le celebrazioni eucaristiche sono sempre più vuote e forse neppure il 10% della popolazione partecipa alla vita ecclesiale e sacramentale. Il Parrocchia cerchiamo di dialogare il più possibile con tutti, soprattutto con i bambini e i giovani, oltre che con i genitori, durante la benedizione annuale delle famiglie, o con il valido aiuto delle Suore, che gestiscono la Scuola dell’Istituto Divino Amore e hanno contatti con molti nuclei familiari, anche di extra-comunitari. E un valido supporto ci viene dai catechisti, sempre disponibili a dialogare con tenacia e grande volontà, con le famiglie, seguendo l’educazione spirituale e morale dei ragazzi. Sono certo, Eccellenza, che la Sua presenza in mezzo a noi con questa Visita Pastorale, sarà un’occasione propizia per irrobustire la nostra fede, ci darà la forza per lavorare con rinnovato impegno nell’opera di consolidamento della nostra Casa costruita sulla roccia della Parola di Dio e, soprattutto, sarà un auspicio di rinnovamento dello spirito comunitario per poter essere, come Comunità di Cristo Risorto, luce e testimonianza per tutta la nostra unità pastorale. Grazie, Eccellenza, per essere venuto fra noi come Apostolo di Cristo Buon Pastore, ad ascoltare il cuore di questa Comunità di La Rotta per aiutarci, sorreggerci e guidarci nel nostro cammino di vita cristiana. + Sac. Don Wenceslas Karuta
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IL CONSIGLIO PASTORALE DI LA ROTTA Eccellenza Reverendissima, In rappresentanza del Consiglio Pastorale e a nome di tutta la Comunità desidero porgerLe il più caloroso benvenuto in mezzo a noi. Abbiamo tutti accolto con viva gioia la Sua Visita Pastorale perché siamo certi che essa sarà una grande esperienza di preghiera e un pressante richiamo ad un rinnovamento personale e comunitario, con una testimonianza di vita più intensa e coerente con il Vangelo di Cristo. Nella nostra Parrocchia il numero dei paesani da molti anni va diminuendo, perché i giovani vanno altrove a cercar lavoro e a metter su casa, anche se in paese, da qualche anno, continuano ad arrivare persone e famiglie di altre nazionalità e religioni, a tirar su il numero complessivo degli abitanti. In un censimento fatto nel 1936 i Rottigiani erano 4260; oggi, extracomunitari compresi, siamo circa 2100. Le campagne e il paese si sono spopolati; ma soprattutto la gente è cambiata, è troppo affannata da mille problemi o attratta da tante illusioni del mondo moderno; prega poco, non parla più con Dio o con la Santa Vergine Maria, partecipa sempre meno alla vita parrocchiale. Ed ecco la Visita Pastorale, ecco il successore degli Apostoli che viene a CONFERMARE questa Comunità nella fede del Cristo Risorto e vivo in mezzo a noi e per aiutarci a riprendere il cammino di conversione, la nostra crescita che sembra stentare fra mille difficoltà e disagi. Con il nostro Parroco abbiamo cominciato da qualche anno la sperimentazione dell’Unità pastorale fra la nostra Parrocchia e quella di Castel del Bosco. Don Wenceslas, da solo, si prodiga come può per cercare di garantire all’intera comunità la necessaria assistenza spirituale e pastorale, cercando sempre di dare più stimoli alla popolazione ad intraprendere attività e opere parrocchiali, di favorire soprattutto una vita spirituale più intensa di fede partecipata e matura con il coinvolgimento di bambini, ragazzi e genitori. Abbiamo detto delle immigrazioni che si susseguono con ritmo incessante già da una decina di anni: senegalesi, marocchini, albanesi, filippini, che si stabiliscono qui non tanto per il lavoro quanto per una sistemazione in una delle tante case sfitte. L’unico lavoro che il nostro paese può offrire è quello di assistenza alle persone sole o ammalate, al quale si dedicano le cosiddette "badanti" arrivate dai paesi dell’Est per i nostri anziani soli o ammalati, sempre più numerosi. Il dialogo con loro si riduce spesso ad un saluto nell’incontro, alla gentilezza da dimostrare anche quando le loro abitudini ed usanze contrastano con le nostre e ci porterebbero piuttosto ad uno scontro. Don Wenceslas, che pure, a ben vedere, è un extracomunitario e che meglio di noi tutti conosce usanze e tradizioni soprattutto delle popolazioni di colore, cerca sempre di raggiungerli e di incontrarli, di parlare con loro durante l’annuale benedizione delle famiglie, di invitarli e di farli sentire parte integrante delle nostra vita comunitaria. E un aiuto importante e valido in questo senso viene dalle nostre Suore che, per il fatto stesso di gestire la Scuole dell’Istituto Divino Amore, hanno contatti con molte famiglie di extracomunitari del nostro paese e funzionano egregiamente da trait d’union tra queste famiglie e la Parrocchia. E non dimentichiamo che Lei stesso, Eccellenza, ha favorito la nascita di una Casa Famiglia per donne in difficoltà, di ogni nazionalità, scegliendo proprio, come ambiente di accoglienza, l’Istituto Divino Amore delle nostre Suore. E, naturalmente, un grande merito in questo direzione, lo hanno i catechisti, ai quali i genitori, anche quelli di colore affidano i bambini durante le prime classi elementari, per la loro prima educazione spirituale, le stesse Suore che preparano i bambini ai Sacramenti dell’iniziazione cristiana, e i Catechisti che seguono, con la catechesi giovanile, i ragazzi del dopo Cresima. Infine bisogna elogiare il gruppo dei Coristi e dell’organista che animano la Liturgia eucaristica domenicale e predispongono l’animo dei fedeli u una preghiera più raccolta e profonda, perché, come dice Sant’Agostino, "chi canta bene prega due volte". La nostra Comunità parrocchiale presenta anche molti problemi, più o meno delineati o evidenti, che riguardano l’istituzione della famiglia, come l’ha detto il parroco, la piaga delle dipendenze in genere di tanti giovani, l’ignoranza, la povertà che non è solo quella del denaro, ma anche la mancanza di salute, la solitudine affettiva, l’insuccesso professionale, la disoccupazione… gli handicap fisici e mentali, le sventure familiari e tutte le frustrazioni che provengono dall’incapacità di integrarsi nel gruppo umano più prossimo, l’abbandono di persone anziane o ammalate, l’allontanamento dalla partecipazione alla vita religiosa e sacramentale di tanti giovani e persone adulte, etc. Noi ci auguriamo, Eccellenza Reverendissima, che la condivisione con Lei di queste nostre preoccupazioni, come anche delle nostre speranze, unite alle Sue preghiere, alle Sue Parole di Pastore di incoraggiamento e di richiamo, siano per la nostra Comunità gocce preziose di acqua che disseta e balsamo profumato che lenisce le ferite. Per questo La ringraziamo di cuore della Sua Presenza in mezzo a noi e insieme vogliamo invocare l’intercessione di Maria Madre del Buon Consiglio e di San Matteo nostro Patrono affinché da questa Visita Pastorale possiamo ricevere tutte le grazie che lo Spirito Santo vorrà effondere su ciascuno di noi, per diventare sempre di più dei buoni discepoli del Signore. Il Consiglio Parrocchiale |
Sabato 7 Giugno CONCLUSIONE della Visita Pastorale
Saluto al Vescovo Mons. Fausto Tardelli
Dal Parroco Don Wenceslas Karuta



